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Siamo la redazione del giornale aperiodico di Azione Universitaria (dist. prov. FIRENZE - PRATO - PISTOIA). Siamo qui per mostrare liberamente al mondo le nostre idee, convinzioni e prospettive per il futuro della nostra società e di noi giovani! in alto i cuori Il domani appartiene A NOI! -il direttore-

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giovedì, 24 maggio 2007

"Futuro o follia dell'uomo?"

ibrido inglese
Ciao Giglio!
 
In Inghilterra hanno dato il via alla ricerca su ibridi umani. La cosa è molto grave. http://www.ilfoglio.it/pdfdwl/11949200_3.pdf spero vi faccia accedere all'articolo. Cmq la notizia è reperibile altorve. Da noi la legge 40 impedisce qualsiasi sperimentazione in tal senso. A luglio rivedranno le linee guida, quindi i media impazziranno... ma la 40 non va toccata!!!!!
E questa etica del " la ricerca non si può frenare" ha davvero da finire!!!!
 
Saba
------------------------------------------------------------
 
Ecco l’articolo ripreso dal link del quotidiano IL FOGLIO.
 
Quell’embrione è una bestia
La lunga serie di episodi terroristici che ha punteggiato la cronaca bolognese degli ultimi mesi ha raggiunto il culmine con l’attentato davanti alla casa di Massimo Gibelli, Portavoce del sindaco Sergio Cofferati, accusato nella rivendicazione del Partito comunista combattente di essere un “servo” dell’ex segretario della Cgil. La tempestività della rivendicazione e la simultaneità con altri atti dimostrativi fanno intendere che non si tratta dell’autoattribuzione da parte di una sigla pressoché inesistente di ogni atto di violenza “spontanea” avvenuto nell’area metropolitana bolognese. helmetropolisSi tratta di terrorismo in senso proprio che, se non ha ancora attinto i livelli criminali più sanguinosi, sembra aver avviato una escalation che può arrivare all’omicidio e alla strage. In casi come questi è meglio essere accusati di allarmismo che dover poi piangere le vittime col rimorso di aver sottovalutato un pericolo reale. Non bisogna dar retta ai professorini che ci spiegano che oggi non c’è l’humus per un movimento rivoluzionario armato o che mancano le elaborazioni teoriche atte a sostenerlo. L’humus degli anni Settanta, le elaborazioni di Renato Curcio e compagni, il trionfo delle ideologie dell’odio e della strategia lucida del partito armato, sono tutti elementi confluiti nel fanatismo di eredi minori ma altrettanto armati e tollerati in ambienti
sociali significativi. Saranno anche dei derivati privi di significato, gli attivisti del Partito comunista combattente, ma proprio per questo sono terribilmente pericolosi, e riflettono gli stessi equivoci politici della plumbea generazione precedente.
La suprema corte olandese ha reso noto che deciderà entro i primi di luglio sul ricorso presentato il 4 maggio da Bank of America contro la sentenza del tribunale di Amsterdam che in aprile ha annullato la compravendita per 21 miliardi di dollari della banca LaSalle effettuata a suo favore da parte di Abn Amro. Il tribunale con una sentenza emanata una
settimana dopo il ricorso aveva stabilito che la vendita aveva bisogno dell’assenso
dell’assemblea della società venditrice essendo parte essenziale di una più ampia operazione riguardante la fusione con Barclay’s Bank, il cui importo supera ampiamente
il valore per cui il voto assembleare non occorre. Normalmente, per deliberare su un caso complicato come questo, la Corte suprema olandese, più rapida della nostra, impiega un anno. Ma dato che sono in gioco i diritti di una banca americana, gli interessi che fanno capo ad altri operatori europei e le attività quotidiane e le prospettive di un gruppo come Abn Amro, la Corte accelererà al massimo il processo, sentendo tutte le parti e le loro repliche in tempi ristretti, così da risolvere la controversia prima delle ferie estive. L’obiettivo è assicurare la certezza del diritto e consentire che, già prima delle vacanze, siano prese dalle parti le decisioni che conseguono alla sua sentenza. La giustizia, secondo gli organi giudiziari olandesi, va assicurata senza che ciò crei danni all’economia e senza che il suo uso da parte di interessi in conflitto possa trasformarsi in un gioco puramente strumentale. Che vi ricorda? Via libera dal governo inglese alla creazione degli ibridi, gli embrioni per il 99 per cento umani e per l’altro un per cento formati da materiale genetico animale. “Non bloccheremo la ricerca” ha detto sopraffatta dall’entusiasmo il ministro della Sanità, Caroline Flint.
potemkinSecondo Jeff McMahan dell’Università di Oxford, la manipolazione chimerica deve proseguire perché "l’antropocentrismo è morto”. Dopo la selezione del sesso del figlio in vitro, dopo il cannibalismo terapeutico, dopo il “bebè farmaco”, Londra supera l’ultimo Rubicone del suo delirio biologico. Nella tentazione ominide dell’uomo transgenico ci sono molti modi per chiamare gli ibridi: “parahumans”, “animalhuman”, o anche “geep”, l’embrione metà capra metà uomo. L’avventura scientista, che qui ha il volto di un pandemonio straziante, è tale da aver spinto anche Jeremy Rifkin ad affermare che “con la tecnologia chimerica gli scienziati hanno il potere di riscrivere la saga evoluzionistica”.
Lo scienziato Panayiotis Zavos è andato oltre capre e buoi, creando un embrione con materiale genetico di una donna viva e di un cadavere di uomo. E proseguono le ricerche sull’utero artificiale. Dal meraviglioso mondo della fabbricazione genetica si è tirato fuori un grande esperto di ibridi come Stuart Newman, che ha abiurato vent’anni di ricerche davanti al Congresso americano: “Così si spalanca la porta alla produzione sperimentale
sugli esseri umani”. Trasformando le tube di Falloppio nelle “fogne degli incubi concepiti in laboratorio”.
dal "Il Foglio"
postato da: ilgiglio alle ore 09:26 | link | commenti (5)
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martedì, 22 maggio 2007

"Anniversario della Morte del c. Almirante"

Il 22 maggio di diciotto anni fa moriva Giorgio Almirante.
Almirante, l’uomalm%20bamabinoo politico, nasce con il Movimento Sociale Italiano. È ormai inverno del 1946. L’Italia esce dalla guerra stremata. L’Italia aveva perduto la guerra e ora pagava per avere concepito un equilibrio internazionale fondato sul principio del comune diritto dei popoli alle fonti di energia. La guerra aveva portato nel nostro Paese violenta discriminazione, odio politico, condanna inappellabile. Vi erano uomini in buona fede che avevano agito, offrendo in innumerevoli casi la vita, nella certezza di contribuire agli interessi storici del proprio Paese, avvenire, sicurezza economica, un domani per le nuove generazioni. Era necessario, era urgente, che menti illuminate agissero esponendosi politicamente, nella maniera più disinteressata, nel tentativo di riportare nel Paese una valutazione serena degli avvenimenti, delle scelte, del concetto stesso di avvenire. Un’opera urgente, perché la discriminazione, l’intolleranza, l’odio ideologico portano alla paralisi della vita di un popolo, la maturazione di disegni eversivi, la strada della violenza del più forte.
Giorgio Almirante, fin dall’inizio della sua azione politica, fin da quando, cioè, con alcuni amici legati da forti sentimenti, fu tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano,3262524959 ebbe costante l’idea primaria della pacificazione tra gli italiani, la ricerca di un elemento coagulante comune, un progetto che superasse le divisioni legate al passato e a tentazioni egemoniche.  Era radicato in lui e nei suoi amici il concetto di socialità. Un popolo ha un destino se concentra tutti i propri sforzi nella ricerca dello sviluppo armonico nella parità dei doveri e dei diritti. È vano cercare il futuro se sono preponderanti privilegi e astute manipolazioni, il disinteresse per chi, anche nell’umiltà del lavoro quotidiano offre collaborazione, sia pure modesta, ma in ogni caso preziosa. Ogni uomo — in una visione etica, e vorrei dire, cristiana — ha la sua dignità intangibile, il suo destino.
Giorgio Almirante, dopo la nascita del Movimento Sociale italiano, scelse la strada dell’interprete di questi sentimenti, di queste fondamentali esigenze. Era povero, si muoveva con mezzi al minimo. Spesso, raggiungendo località lontane da Roma, sede del Movimento, erano gli amici che lo ospitavano, che gli fornivano il necessario per tornare dopo il comizio, anzi, dopo più comizi che egli teneva, tre, anche quattro o cinque nella stessa giornata, senza risparmiarsi e sempre affrontando tematiche nuove aderenti al concetto principale, via via arricchendo una oratoria che, dopo, diventerà appassionata, fra le più originali e culturalmente elevata del mondo politico del nostro Paese.
23almCon Almirante nasceva una classe politica che nella guerra aveva formato il proprio carattere umano e morale, il senso del sacrificio per il proprio Paese, il concetto della solidarietà. Il Movimento che parlava di linguaggio nuovo della solidarietà tra gli italiani, la pacificazione dopo la tragedia della guerra, la ricerca del sistema più confacente ai nostri bisogni, ebbe il conforto e la collaborazione di una stampa fiancheggiatrice agile, coraggiosa, competente, il «Meridiano d’Italia», «Asso di Bastoni», «Rivolta Ideale», «Rosso e Nero», «Rataplan». Il «Meridiano d’Italia» uscì nel gennaio 1946. Era un settimanale che si rivolgeva agli italiani della produzione e del lavoro. Ma si soffermava anche, con scrupolo, ricerca serena ma meticolosa, sulle pagine oscure di chi aveva o sabotato il sacrificio di coloro che avevano risposto alla chiamata della patria, o aveva approfittato delle drammatiche emergenze connesse al dopoguerra per lucrare in proprio, avventurieri che avevano calcolato di vivere nella violenza e nel delitto, qualche volta con la complicità di apparati attigui al potere. Il «Meridiano d’Italia» era stato fondato da Franco de Agazio, giornalista e scrittore di alto profilo intellettuale e umano. Fu assassinato il 14 marzo 1947 perché le sue inchieste si avvicinavano al nocciolo del problema della rapina in nome di una ideologia. In realtà la Volante Rossa, che aveva portato a termine il delitto, era una banda armata che si era data una identità e che aveva macchiato di sangue il dopoguerra nel Nord.
Quando il Movimento Sociale Italiano sempre più si radicava nel Paese con la sua proposta politica, l’esempio della sua probità morale al confronto di una classe emergente dedita all’occupazione totale del potere, nasceva il «Secolo d'Italia», quotidiano fiancheggiatore fondato e diretto da Franz Turchi, già Prefetto di La Spezia nella Rsi. Almirante, esercitando con raro equilibrio, con prosa essenziale, efficace nella contrapposizione dialettica, viva di un profondo sentimento di partecipazione ai problemi di un Paese che nasceva dopo la guerra fra grandi difficoltà di orientamento, frequentemente, tra un impegno crescente nelle piazze d’Italia, pubblicava i suoi scritti. con%20il%20secoloI suoi articoli di fondo, i suoi corsivi convergono sempre nell’assunto fondamentale che il Paese sarebbe risorto dal dramma della guerra solo se avesse trovato la strada della pacificazione tra gli animi, una religione, se così possiamo dire, della patria comune a tutti i suoi figli. Questa sua prosa densa di pensiero politico e di speranza nelle qualità migliori del popolo italiano, Almirante la diffondeva anche nei periodici dei quali abbiamo parlato. E sarà sempre sorprendente constatare come egli potesse affrontare una tale mole di lavoro intellettuale, politico. Ma questa era la sua personalità, il suggerimento morale della sua coscienza: un lascito luminoso e tremendo, ma nello stesso tempo pacifico e profondamente umano che, nel tempo, dopo la sua dolorosa dipartita, diventerà non solo il tratto dominante di chi continuerà la sua opera, ma anche una diffusissima stima negli italiani, sicché non è azzardato — anzi è largamente ammesso — considerarlo una delle figure più incisive del dopoguerra nel nostro Paese.
Furono anni, nell’interminabile dopoguerra, di estrema difficoltà politica. Si agitava il passato come spettro, come minaccia, come lascito esiziale, un pericolo costante da esorcizzare. L’ostilità che arrivava alla persecuzione, a leggi arbitrarie, in alcuni casi scellerati al delitto politico, era conseguenza, o, in ogni caso, riflesso del famigerato «Arco costituzionale», invenzione discriminatoria della Democrazia cristiana, in stretta intesa con il Partito comunista. Non contava la lealtà del Movimento Sociale alle Istituzioni democratiche, il suo contributo al dibattito parlamentare sui problemi politici, sociali, internazionali dell’Italia. Si ravvisava nel messaggio del Movimento Sociale il pericolo di un confronto. Giorgio Almirante, con oratoria lucida, esente da sottintesi e da astuzie dialettiche, che caratterizzavano il progetto degli avversari politici, configurava il percorso necessario agli italiani, soprattutto alle nuove generazioni, anche nel delinearsi di novità decisive nel campo della tecnologia e della scienza che liberava l’Italia dalle strettoie della realtà rurale, di Paese povero di risorse naturali, e la proiettava nel confronto internazionale, del rinnovamento delle energie vitali giustamente definite epocali. almirante%20e%20futuro
Giorgio Almirante nella sua lunga militanza politica, nei suoi scritti, nella sua visione di uno Stato moderno e libero, aveva attinto energie e convinzioni in tutto l’arco della sua vita, combattente al fronte e decorato al valore militare, giornalista con vaste risorse culturali ed etiche, uomo politico teso alla conciliazione tra gli italiani per il raggiungimento di un progetto politico che portasse l’Italia nello schieramento libero dell’Occidente. Il messaggio di Giorgio Almirante, soprattutto gli interessi spirituali del popolo italiano, il suo onore, la sua dignità, il coraggio per le prove della vita, il bisogno della giustizia come elemento irrinunciabile di coesione tra le categorie sociali, è richiamo quotidiano della coscienza di chi, nel nostro partito offre, con il proprio impegno politico e civile, il meglio di sé stesso per il domani della nostra nazione.
Il senatore Franco Servello 
A cura di Azione Universitaria - Firenze
postato da: ilgiglio alle ore 10:18 | link | commenti (5)
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giovedì, 17 maggio 2007

"Dilemma Amletico!"

 

 

....PICCOLA PROVOCAZIONE:

 

PER LEI TI FARESTI COMUNISTA?

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IO SI!

La Redazione

- Il Giglio -

 

postato da: ilgiglio alle ore 15:56 | link | commenti (24)
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"Cuori Neri"

Crudo, diretto, imparziale.

 

Questi gli aggettivi appropriati per definire l’ultimo lavoro di Luca Telese,giornalista e scrittore di fama nazionale. 

 

cuori neriEditorialista de “il Giornale”,malgrado un passato di sinistra,Telese affronta un capitolo buio della nostra storia recente:gli “anni di piombo”. In perfetto stile giornalistico,dal forte carattere investigativo “Cuori Neri” è un’indagine accurata sulla fine drammatica di ventuno ragazzi,età media vent’anni,uccisi tra il 1970 e il 1983. 

Ventuno storie di ragazzi morti per aver dato un volantino o per avere vestito in modo “inusuale”. “Fascista!” : Ecco il termine più ricorrente nel libro. Allora usato ndiscriminatamente, d’uso comune per esprimere disprezzo. Essere bollati come tali era estremamente semplice.

I Cuori Neri, giovani del MSI (Movimento Sociale Italiano), morirono proprio per questo: l’appartenenza ad un partito di destra li trasformava automaticamente in un pericolo sociale, da stroncare nel più drastico dei modi. Eppure terroristi non erano. Sergio Ramelli,anni 19, muore per avere criticato in un tema scolastico le Brigate Rosse; Mikis Mantakas,greco,studente di medicina a Roma, coinvolto in un conflitto a fuoco. Era disarmato e di passaggio. Stefano Cecchin, gli sparano perché indossa dei “camperos”, stivaletto in voga tra i ragazzi di destra; peccato lui non fosse di destra. E i processi, lo strazio delle famiglie, le lungaggini burocratiche.

Gli assassini, come Lojacono, latitanti, protetti dai partiti (il celebre “Soccorso Rosso”) al sicuro all’estero e mai pentiti. E talvolta responsabili di delitti celebri, come il caso Moro. L’opera, minuziosa e accurata ricerca storica,diviene testo fondamentale della saggistica sugli anni settanta. Lo stile di Telese è assolutamente piacevole e nel contempo avvincente. Da leggere assolutamente. Luca nel mese di ottobre p.v. sarà gradito ospite del FUAN-AU di Firenze.

di Marco Petrelli

Coord. polo di lettere AU


postato da: ilgiglio alle ore 15:03 | link | commenti (1)
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"Curiosità del giorno"

CURIOSITA' DEL GIORNO!

Mussolini alla Camera: 'Gli ebrei rimarranno indisturbati'

Mussolini dichiara alla Camera: "Questo carattere sacro di Roma noi lo rispettiamo. Ma è ridicolo pensare, come fu detto, che si dovessero chiudere le sinagoghe o la sinagoga. Gli ebrei sono a Roma dai tempi dei Re; forse fornirono gli abiti dopo il ratto delle Sabine. Erano cinquantamila ai tempi di Augusto e chiesero di piangere sulla salma di Giulio Cesare. Rimarranno indisturbati"

da Maurizio Mattei

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Ovviamente preso visione di ciò che sopra è riportato, non bisogna dimenticare gl'errori (orrori) di cui purtroppo si macchiò il regime fascista durante gl'ultimi 4 anni del ventennio (che combaciano con l'alleanza con la Germania Nazista).

Non si può nascondere che le leggi FASCISTISSIME (fortemente volute dall'alleato Hitler)  includessero anche norme di regolamentazione raziale del tutto non in linea con il pensiero originale di Mussolini e della rivoluzione fascista.

Con ciò, guai a giustificare ogni atto di antisemitismo (o altro razzismo)!!! Detto questo, credo sia corretto  (per dovere di cronaca e giustizia storica) ricordare quanto copra citato, ed inoltre, colgo l'occazione di invitare tutti i neofiti della politica a riflettere sul fatto che spesso, le vicessitudini politiche (dettate dalla smania di potere) e le alleanze sbagliate sovrastano l'ideologia (inizialmente giusta e pura), mutandola, inquinandola e rendendola pericolosamente stupida.

Si faccia dunque netta distinzione (finalmente) tra FASCISMO e NAZI - FASCISMO!

Ai posteri la sentenza.

Grazie

 

postato da: ilgiglio alle ore 08:29 | link | commenti
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martedì, 15 maggio 2007

"Comunicato Stampa"

COMUNICATO STAMPA
 
Sciopero senza preavviso: l’università ora si doti di strumenti adeguati alla comunicazione con gli studenti!
 
Per colpa di uno sciopero del personale addetto alle portinerie alcune strutture universitarie oggi sono rimaste chiuse. La cosa grave è stato il mancato preavviso: gli studenti che si presentavano regolarmente per sostenere gli esami si sono ritrovati le porte chiuse. “Quello che contestiamo – affermano Cosimo Zecchi, presidente provinciale di Azione Universitaria di Firenze e Nicola Errede, rappresentante degli studenti di Giurisprudenza – è che questo sciopero sia caduto praticamente dal nulla sulla testa degli studenti, che sono stati gli unici a rimetterci.
Si sarebbero dovuti tenere appelli d’esame: immaginate il disagio di quegli studenti lavoratori che faticano a trovare un permesso per potere venire a sostenere la prova d’appello e scoprono la mattina stessa che la Facoltà è chiusa.
Come denunciato altre volte, gli studenti non possono essere trattati come scomodi inquilini; sono i protagonisti, coloro verso cui è rivolto il servizio. L’Università s’impegni quindi a migliorare la comunicazione con gli studenti. Potrebbero essere facilmente implementati servizi di newsletter e notifica via sms.”
 
UFFICIO STAMPA A.U. PROVINCIALE
postato da: ilgiglio alle ore 16:34 | link | commenti
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"I Soviet nell'Ateneo Fiorentino"

 
Contrariamente a quanto molti sostengono , i vari gruppi politici universitari hanno molto peso all’interno dell’ateo e lavorano incessantemente … ovviamente sta da definire in che modo e per chi lavorino.
Come molti di voi sapranno, dal prossimo Anno accademico le tasse universitarie subiranno un forte, anzi fortissimo, rialzo (ovvio no?). Ci sono le liste come quella nostra (Azione Universitaria) che non appena ha saputo degl’imminenti rincari, hanno subito manifestato il proprio dissenso, ed hanno chiesto di partecipare ad una riunione pubblica con il rettore, al fine di trovare un accordo per evitare di metter mani alle tasche di noi studenti. DECOMUNISTIZZATOPIC
 
MA LEGGETE COSA E’ SUCCESSO!!!!
 
Complimenti compagni…. Bella democrazia! 
 
_________________________________________________
 

 
Per tutta la campagna elettorale gli Studenti di Sinistra hanno portato avanti una linea che a loro dire era mirata esclusivamente ai diritti degli studenti. Non appena finite le elezioni scorse per il rinnovo degli organi di rappresentanza, hanno gettato subito la maschera di paladini della giustizia ed è comparso un loro manifesto autocelebrativo (con tanto di pugno chiuso come immagine) per festeggiare la vittoria (sai che novità..), in cui sostanzialmente si dice che hanno vinto perchè sono di sinistra. Sarebbe stata una vittoria se fossero riusciti a non far aumentare le tasse con qualche intervento concreto e qualche proposta in consiglio di amministrazione, invece del chiasso volto solo a farsi vedere e a farsi pubblicità (altrimenti alla fine dei due anni di mandato negli organi di ateneo cosa raccontano agli studenti?). Non solo… a distanza di poco, per paura di perdere la propria POLTRONA, è uscito un altro "bel" manifesto sulle elezioni di secondo grado*, che denunciava fantomatici accordi, non veri ma comunque legittimi, tra le altre liste.
Lasciando da parte la questione dei finanziamenti (beati loro che si possono permettere di fare così tanti manifesti inutili), sarebbero queste le battaglie per gli studenti? A noi sembra il goffo tentativo di coltivare il proprio orticello.
Come se non bastasse arriva la stangata delle tasse universitarie. Se è vero l'assioma che loro hanno vinto perchè di sinistra (quindi la politica conta) è anche vero che gli studenti pagheranno di più grazie proprio alla sinistra che governa ministero dell'istruzione, regione, ardsu.. e per finire le rappresentanze stesse. Ma forse quella della politica è una targhetta usata solo quando fa comodo.
Comunque dopo due settimane di proteste trasversali l'ateneo decide di ascoltare la voce di tutte le liste studentesche; fatto eccezionale se si pensa che quasi sempre il potere decisionale degli studenti si risolve nel voto, oltretutto in organi dove siamo netta minoranza rispetto ai professori. Almeno col dialogo si sarebbe potuto trovare un punto d'accordo maggiore rispetto a quello che si può avere relegando la questione ai soli organi preposti.
Ma cosa t'inventano gli studenti di sinistra, ...? Che la questione la devono affrontare solo i rappresentati in CDA, senato accademico e nessun altro. Le altre liste (tra cui Azione Universitaria) non hanno diritto di parola (come se ci guadagnassimo qualcosa personalmente a sedere ad un tavolo di trattative per gli studenti...), nonostante fra tutte rappresentino circa 2000 ragazzi in termini elettorali, per non parlare in quelli di rappresentatività (si vuole escludere la Destra?). Da rivoluzionari sono diventati magicamente burocrati?
Il problema sta a mio avviso nella concezione di democrazia. Se non c'è il rispetto dell'avversario e dell'elettorato dell'avversario si finisce proprio come nell'Università di Firenze: a pretendere (o sognare forse) con arroganza di volere essere gli unici e non perdere occasione di provare a mettere a tacere gli altri.
E nonostante "abbiano vinto" l'unica cosa che rimarrà materialmente agli studenti è che le loro tasse aumenteranno. Indipendentemente da chi occuperà quella poltrona in consiglio o in senato. Di queste cose lasciamo parlare chi ne ha brama.
 


Di Cosimo Zecchi
 
Presidente Provinciale di Azione Universitaria
postato da: ilgiglio alle ore 16:32 | link | commenti
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"La cultura è solo a Sinistra???"

Chi l’ha detto che la cultura è di Sinistra? Questa domanda mi sorge spontanea. “Come mai vi chiederete?!” si dice sempre che i paesi dove vince la Sinistra siano quelli con il tasso più alto di cultura… guardando cuba o la Cina ho i miei dubbi, ma ritengo di poter incalzare che (se anche così fosse) l’aforisma esatto debba essere il seguente: ne paesi dove domina la sinistra il 99% della cultura è in mano loro. Capirete che la differenza è sostanziale.
Ebbene, non so se capita anche a voi studenti, ma ogni mattina, correndo tra un edificio e l’altro del Polo di Novoli per non rischiare di arrivare in ritardo alle lezioni capita di sfuggita che i miei occhi si soffermino sui numerosi volantini che tappezzano il Polo (molti dei quali sono appesi in posti impensabili e soprattutto vietati dal regolamento universitario) preparati dagli Studenti di Sinistra e da Sinistra Universitaria riguardo incontri con opinionisti o giornalisti di “grande spessore”, dibattiti culturali ed ospitate “carrambesche”.
In un primo momento, mi viene da sospirare un “ ahimè!” iniziale poi riflettendoci, scatta in me un po’ di “rabbia”. La rabbia di una studentessa, di idee politiche spiccatamente di destra che osserva con molta attenzione la vita universitaria, il quale nota che tutto il merito delle iniziative culturali che vengono organizzate nell’Ateneo è dato completamente ai nostri “cari” compagni. Vorrei precisare però, che questa rabbia non è faziosa, cioè negare “a priori” la validità di alcune proposte presentateci dalle liste universitarie di sinistra, perché il mio pensiero va oltre: infatti, c’è l’amara consapevolezza che, nonostante noi di AZIONE UNIVERSITARIAci diamo da fare per organizzare incontri con e su personaggi di spicco del giornalismo, della politica e della cultura italiana (che hanno fatto e tutt’ora fanno la storia d’Italia) incarnando i valori e gli ideali della Destra Italiana.
Purtroppo tutte queste nostre proposte e iniziative ci vengono stroncate sul nascere da chi di competenza. In che modo? Facile: ostacolandoci con mille questioni burocratiche le quali sorgono solamente quando NOI vogliamo organizzare qualcosa (magia???), scarsa visibilità, difficoltà tecniche e logistiche (scarsità di aule, mezzi e personale) ecc …
Il mio disappunto cresce quando molti studenti si avvicinano a noi chiedendoci come mai non organizziamo nulla e non ci diamo da fare per essere più presenti nell’università. È noto a tutti che AZIONE UNIVERSITARIA non gode d molti favori dentro l’ateneo fiorentino, in più è sempre ben chiaro alla stragrande maggioranza degli studenti (e se non lo fosse ci penso ora io) che quei bellissimi incontri che organizzano le altre liste sono finanziati (per lo più) dai nostri “soldini” che versiamo ogni anno, in qualità di contributi universitari. Nessuno vuole negare la possibilità e l’esistenza di incontri culturali organizzati per quegli studenti di sinistra al fine che vengano illuminati ( o meglio, male informati) sul nostro attuale governo che sta andando a rotoli o sulla “nostra” storia d’Italia, però, chiediamo due cose che crediamo possano essere di grande aiuto per gli studenti:
1.       pari spazi ad ogni lista che voglia creare punti di ritrovo e momenti culturalmente impegnativi, e
2.       ed infine, ci auguriamo che lo spreco di danaro che si è venuto a creare per il sostegno finanziare alle attività delle liste “rosse” possa non gravare più sulle spalle degni studenti, che, a causa anche di questi sprechi illogici, a settembre avranno un aumento di circa € 700.00 nelle tasse da pagare all’ateneo fiorentino.
Ci riusciremo ad ottenere questo? Di certo noi non ci arrenderemo,anzi continueremo a batterci perché gli studenti che ci hanno eletto, possano essere rappresentati adeguatamente e degnamente all’interno dell’ Ateneo, però a tutti deve andare la responsabilità ed il dovere di dire NO a queste forme di anti - democrazia.
 
Di Mariagrazia Vacca
 
postato da: ilgiglio alle ore 16:30 | link | commenti
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"La nostra prima Grande vittoria"

Abbiamo vinto. Ebbene si, anche se non con i numeri, posso affermare con lo stesso spirito ottimistico che da sempre mi contraddistingue, che noi rappresentanti degli studenti dI AZIONE UNIVERSITARIA abbiamo ottenuto in queste ultime elezioni ,svoltesi il 14 e il 15 marzo, dei buoni risultati. aunE non mi sto riferendo solo al livello di Ateneo, infatti seppur non siamo riusciti a strappare nessun rappresentante nei vari organi centrali, c’è da dire che ,rispetto a due anni fa,i risultati sono migliorati, e sicuramente questo non fa che darci speranza per le prossime elezioni universitarie, ma soprattutto sono da evidenziare i buoni risultati in diverse facoltà come Giurisprudenza, Economia e Farmacia. In modo particolare, siamo riusciti a spianare la strada in delle facoltà che è risaputo, essere prevalentemente di sinistra ,vedi Architettura. Da aggiungere anche la situazione particolare di alcune facoltà, per esempio Lettere, in cui il rosso è il colore predominante, ma nonostante ciò non noi personalmente, ma i nostri colleghi di Lista Aperta sono riusciti ad ottenere un candidato. E questo non può farci altro che piacere, perché è segno che qualcosa sta cambiando!
Molti di voi, elettori e non, sicuramente si saranno chiesti come mai ci siamo presentati con la lista di Centrodestra per l’Università. Ebbene, questa nostra scelta è stata dettata dal fatto che con noi si sono uniti non solo gli studenti del Fuan, di Azione Giovani e Azione Universitaria, ma anche ragazzi di Forza Italia, dell’UDC, del movimento Studenti Fuori Sede, dal “Il Circolo”, nonché delle riviste telematiche Sfida.org e Ultimathule.it.
Per me, essendo studentessa del primo anno di Giurisprudenza, sono state le mie prime elezioni universitarie, ma devo ammettere che la campagna elettorale era molto ben organizzata e si è svolta correttamente,almeno da parte nostra. Si, perché purtroppo si sono verificati dei fatti molto spiacevoli presso il Polo Sociale di Novoli, proprio negli ultimi giorni disponibili per la campagna ,quando la tensione aveva raggiunto il suo acme. Mi sto riferendo alle spiacevoli scritte trovate lungo la recinzione del Polo ad opera del Collettivo di Scienze Politiche, in cui ci dipingevano come dei neo - fascisti e molto carinamente ci minacciavano di riempirci di mazzate, se non di impiccarci.
 Non voglio commentare questi fatti, anche perché credo si commentino da soli e credo che dopo questi atti vandalici la sinistra si sia data da sola la zappa sui piedi, visto che millanta tanto il concetto di “democrazia”, ma ne approfitto per precisare che noi non siamo NEO - FASCISTI, o perlomeno io non mi sento tale.
Penso invece, di essere una studentessa come molti altri, che si riconosce nelle idee della Destra e che non ha più nulla a che fare con il fascismo, visto che è un periodo storicamente terminato da più di una cinquantina d’anni e proprio per chi ha visto in noi un programma alternativo a quello delle sinistre e l’unica vera realtà viva tra gli studenti, come unica lista che veramente mette al primo piano dei propri interessi quelli che sono i diritti degli studenti, facendoli diventare gli unici protagonisti delle elezioni universitarie, porgo i miei ringraziamenti.fuan%20ortega%20y%20gasset
GRAZIE di averci,non semplicemente votato, ma dato fiducia e creduto in noi anche solo per la voglia di dire basta a una logica fatta di “baroni” e di una fredda democrazia per esigere un cambiamento all’interno dell’università stessa.
Ma un particolar modo un GRAZIE va a tutte quelle persone che si sono impegnate e che hanno collaborato perché i nostri rappresentanti venissero eletti nelle singole facoltà, per farci conoscere alla maggior parte degli studenti, per aver contribuito a creare una campagna elettorale all’insegna del rispetto,della correttezza, ma soprattutto del divertimento.
Sì! Perché non dimentichiamo che i risultati ottenuti sono frutto delle passioni per quegli stessi ideali di Destra che ci uniscono e che contribuiscono a fare di noi un’unica famiglia.
Grazie di cuore ragazzi per i vostri sacrifici e il vostro lavoro, e anche se molti di voi non sono riusciti a raggiungere dei risultati o quegli obiettivi che si erano prefissati,credetemi i nostri sforzi non sono andati invano, anzi ci hanno permesso di far vedere che anche noi studenti di Destra ci siamo,siamo presenti all’interno dell’università di Firenze e che faremo sentire la nostra voce !
 
Di Mariagrazia Vacca
postato da: ilgiglio alle ore 16:29 | link | commenti (6)
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"family day"

Ancora una volta Roma è al centro delle discussioni politiche, ma stavolta il “piatto forte” del giorno non è una manovra finanziaria bislacca del centrosinistra, bensì il futuro e la salvaguardia della società: la famiglia.piazza2
Difatti ieri si è concluso il FAMILY DAY; manifestazione pacifica di tutto quel mondo laico e religioso che ha voluto far sentire (per la prima volta nella storie delle due Repubbliche italiane) la sua voce, dichiarando un secco NO ai DI.CO..
L’attuale governo vorrebbe equiparare le coppie di fatto (i conviventi e non solo), le coppie omosessuali a quelle eterosessuali normali. Cosa intendo per normale? facile: parlo di tutte quelle coppie che nell’amore si sono unite nel (sacro) vincolo del matrimonio, in maniera civile o religiosa. In altre parole si contrappone e si vorrebbe equiparare la forma tradizionale della famiglia che ha costruito sin dalla notte dei tempi l’unica forma concepita, ad una forma di unione (perché di famiglia non è proprio possibile parlare) che scimmiotta quella animalesca: uniti senza vincoli. Peccato che a differenza delle bestie noi abbiamo l’intelletto.
Esatto cari studenti e studentesse del polo di Novoli, come diceva un saggio statista italiano “NON VI E’ DIRITTO SENZA IL DOVERE”. Il Sig. Romano Prodi, attuale presidente del consiglio, preso per i (… non voglio essere scurrile) da quella parte di sinistra laica ed estrema, ha portato in parlamento (sotto la firma della Bindi) una bozza di legge che conceda ai non sposati ed ai gay gli stessi diritti chi tutte quelle famiglie che si sono assunte le proprie responsabilità davanti a Dio e\o alla legge, che lottano giorno per giorno per tirare avanti la propria famiglia e che non si vedono minimamente aiutati da uno Stato che predilige i gay e le lesbiche ad una forma di famiglia sana, pura e LEGITTIMATA DALLA COSTITUZIONE ITALIANA.
Numerosi cattolici, e migliaia di protestanti, ortodossi ed ebrei ieri hanno sfilato, opponendosi ad un ribaltamento dello stato naturale della società.
Sia ben noto a tutti che la famiglia è il pilastro di ogni nazione che si rispetti. Da una sana famiglia, nascono sani principi ed i sani principi portano sane idee che a loro volta generano sani governanti e pensatori. Come tutto in questo mondo è una catena e come ogni catena che si rispetti, basta scardinarne un anellino per dissolverla.
La famiglia è sacra, la famiglia è una sola: UOMO DONNA E FIGLI. La famiglia è il rifugio da i problemi di tutti i giorni, è l’unico appoggio che spesso noi possiamo ricevere e che il mondo esterno non ci concede se non dietro lauta ripensa. La famiglia è quella forma primordiale di società che ha la capacità di far grande uno stato.
Come potete mai pensare di poterla dissolvere o ridicolizzare mettendole affianco una specie di “brodaglia” chiamata DI.CO.? manifdestra
Che valori potrà mai avere un bambino se non saprà distinguere tra babbo e mamma visto che entrambi sono uomini oppure donne? Non parlo di adozioni, ma poniamo caso che, in una coppia etero felicemente sposata uno dei due si scopra “improvvisamente” gay. Il bambino, nella malevola circostanza in cui fosse affidato a quel coniuge che ha ricevuto la “folgorazione sulla via di Damasco”, cosa mai potrà imparare? Che valori si vuole dare all’Italia del futuro?
Questo ieri hanno chiesto le oltre 600.000 persone accorse per protestare contro una manovra irresponsabile e senza senso dell’attuale governo prodiano.
Ora, mi sorge una domanda: l’Ucoi (la comunità islamica più grande in Italia) si è apertamente schierata a favore dell’attuale esecutivo. Dunque, come mai dei super fondamentalismi approvano certe rotte intraprese dall’attuale coalizione di centrosinistra? Ci sono varie ipotesi: la più gettonata è che ci considerino così barbaramente stolti (ed hanno ragione) che nulla gl’importa di “noi”, in quanto loro rimarranno (per il momento) saldi ed ancorati alla parola di Maometto.
Ma ritorniamo all’Italia e agl’italiani. A mio modesto avviso essere favorevoli alle coppie di fatto vuol dire delegittimare la costituzione italiana e significa inoltre creare generazioni di uomini incapaci di assumersi le proprie responsabilità, così da delinearsi per i nostri figli un futuro da automi, da eterni “YES MAN”, inadeguati, pasticcioni senza gli ”attributi” ed i sani principi che hanno fatto dell’Italia e del Made in Italy (non mi riferisco solo ai vestiti, ma al nostro innato genio) una forza mondiale. Quindi:
 
alle coppie di fatto ed alle coppie omosessuali:
 
 
DICO
 
NO
Di Michael Satti
(idrà)
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"La marcia della Vita"

 Noi toscani godiamo di un grandissimo primato il quale molto spesso viene dimenticato dalla maggioranza di noi, ma che in realtà ci è invidiato da tutto il mondo: siamo stati i primi a togliere la pena di Morte! Scusate se è poco.Il primo a schierarsi nettamente contro questa pratica inumana e contro ogni logica divina, morale e civile, fu il filosofo e giurista Cesare Beccaria CesareBeccariache sosteneva quindi l'abolizione della pena di morte, che non impedisce i crimini e non è efficace come deterrente; si occupò della prevenzione dei delitti, favorita a suo avviso dalla certezza più che dalla severità della pena (principio elaborato per la prima volta dall'inglese Robert Peel). Beccaria sosteneva inoltre, che per un qualunque criminale una vita da trascorrere in carcere con l'ergastolo privati della libertà è peggiore di una condanna a morte, mentre l'esecuzione non vale come monito e deterrente al crimine in quanto le persone tendono a dimenticare e rimuovere completamente un fatto traumatico e pieno di sangue, anche perché nella memoria collettiva l'esecuzione non è collegata ad un ricordo di colpevolezza (non essendo stato seguito il processo). Di fatti le sue testuali parole furono:

 
«Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio.»
 
(Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, Capitolo XXVIII.)
 
Non potete neppure immaginare che onore è stato per me in quanto italiano, vedere milioni di persone che da Montecitorio marciavano fino al Piazza San Petro gridando al mondo intero che erano contro la pena della morte, pena che a io modesto parere equipara lo Stato a l’assassino.
Una fiumana di gente che non sfilava per sostenere il proprio beniamino di turno oppure il politico dell’occasione, bensì tutti assieme erano lì per una “Marcia della vita”.
Certo, oggi giorno viviamo in un mondo folle, dove il tasso di violenza su donne e purtroppo anche su bambini è in continua crescita … come fosse una moda.dei delitti e delle pene
Certo istintivamente parlando ci verrebbe a tutti la voglia di impalare quei bastardi (passatemi il mio scrivere piuttosto ardito) che stuprano povere creature indifese, ma se loro hanno perso il contatto con la realtà divenendo peggio delle bestie fameliche, ebbene non credo sia nostro diritto seguire le loro orme.
La giustizia è giusto faccia il suo corso ma è anche giusto che l’unico a dettare legge sulla vita o la morte di un uomo sia Dio.
Io in quanto uomo di destra, sono ligio al dovere, all’ordine ed alla legalità… contemplo punizioni esemplari e significative, ma nulla e nessuno deve mai permettersi di ledere la dignità di un uomo, anche fosse il peggiore degl’assassini.
Concludendo devo ancora congratularmi con chi con tanta tenacia e perseveranza ha messo su la bellissima manifestazione di Roma, senza colori e senza bandiere, ma con un unico sogno nel cuore: un mondo senza pena di morte. Spesso i sogni sono difficile da far divenire realtà, ma alle volte, è necessario battersi fino alla fine per realizzare ciò in cui si crede.
 
Di Paolo Capolupo
 
Vicedirettore “il Giglio”
Responsabile del Blog “il giglio”
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“300” : dalle Termopili a Teheran

onesheetIl cinema, una delle più grandi invenzioni dell' Era Contemporanea. 
Nato dal genio dei fratelli Lumiere alla fine del XIX secolo, sopravvive alla concorrenza della comunicazione globale e di internet. Nell' ultimo secolo come oggi nessun altro mezzo comunicativo è riuscito a coinvolgere lo spettatore come questa strabiliante invenzione. Non mere immagini e suoni: emozioni, idee che dalla celluloide si abbattono sullo schermo, arrivando a ghermire mente e sensibilità del pubblico. Grandi capolavori ne sono immortali testimoni: non film che vengono dimenticati da una stagione all'altra, ma che rimangono nel pensiero comune, che diventano riferimento, per la gente, anche nella quotidianità. Dopo i grandi Colossal degli anni '50 il 2000 ha visto comparire opere come IL GLADIATORE, IL SIGNORE DEGLI ANELLI, TROY: ora, alla lista, si aggiunge anche 300.
Di nuovo l' Antico torna in scena: se i legionari di Ridley Scott hanno tenuto inchiodati alla poltrona milioni di spettatori con combattimenti spettacolari, ora i 300 opliti  delle Termopili lanciano la loro sfida al futuro. Rispolverati i testi di Tucidide sulle Guerre Persiane, Zack Snyder propone sul grande schermo l' epico scontro tra Leonida e l'esercito persiano. Un sacrificio eroico, quello del luglio 480 a.C., che permise agli ateniesi di riorganizzarsi mentre gli spartani, in questo frangente loro alleati, bloccavano il passo delle Termopili, sul monte Eta, in Tessaglia.  
Nella realtà come nella finzione hollywoodiana l' immagine di pochi uomini contro una intera armata colpisce per l' intensità del messaggio recepito. Le Historie, come "300",300 mostrano chiaramente quanto dura ma determinante sia stata la scelta di Leonida e dei suoi spartani: il sacrificio di pochi ha permesso ai molti di sopravvivere e continuare la guerra per la salvezza di una civiltà intera. Concetto che, ovviamente, non può che sollevare critiche e polemiche da parte di chi, in un film, vede per forza uno spregiudicato attacco alla propria cultura.
Il Presidente iraniano Ahmadineijad ha pubblicamente condannato "300" come un film anti iraniano e, pertanto, sprezzante della storia e delle tradizioni del suo paese. Eppure, ai tempi di Serse, i la cultura islamica e i confini politici che oggi Ahmadineijad auspica salvaguardare non esistevano. La Persia era un impero pagano. Teheran direbbe stato infedele. Ma come sappiamo, in questi tempi, lo stato medio orientale è stato più di una volta nell' occhio del ciclone per le dichiarazioni del suo premier , abiette falsità, riconducibili al tipo di uomo che, non essendo un Serse, un Ciro, un Alessandro Magno ma volendo ad essi atteggiarsi finisce per scivolare nel banale e nella ipocrisia.
 10A questo caso umano si aggiungono quelli degli intellettuali occidentali. Quegli intellettuali che provano disprezzo per la storia della loro civiltà, per quei valori che essi non vogliono sentire propri, convinti che la verità sia altrove, magari tra le macerie fisiche e culturali di piccoli paesi dispotici. Intellettuali che accusano "300" di nazismo, di esaltazione della razza, ma quale razza? Che confondono volutamente Nietsche e le teorie del super ommismo con il nazionalsocialismo. Si, sempre lo stesso brodo.

300. Un film da vedere. 
 
Di Marco Petrelli
Resp. fac. di lettere (A.U.)
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"la Francia è salva"

sarkozyL’Eliseo ha un Nuovo inquilino: Nicolas Sarkozy!
Cerchiamo di capire meglio chi è questo personaggio al quale è stato affidato l’onere e l’onore di traghettare il popolo francese lungo un percorso tutt’altro che facile.
Non voglio iniziare con noiose lezioni biografiche, piuttosto mi soffermo sul significato che, la sua vittoria schiacciante inflitta alla candidata socialista Mme Royal, possiede a livello europeo.
Eleganza, Fermezza, Tenacia ed un linguaggio vicino al cittadino, hanno dettato il ritmo dell’ottima campagna elettorale condotta dal delfino di Chirac, il quale senza mezzi termini si è fatto garante di un progetto (risultato vincente) che prevede una lotta dura, severa, concreta all’immigrazione clandestina, alla corruzione ed all’illegalità delineando così un’ottima base per una ripartenza francese (ci auguriamo) che possa fare da “Faro” agl’altri stati europei, tra i quali l’Italia.
La tenace, caparbia e affascinante socialista “Sègo”, pur perdendo a più riprese il controllo davanti a milioni di telespettatori durante lo scontro diretto televisivo stile “Prodi – Berlusconi”, si è dimostrata un’ottima rivale al quale va ogni onore, ma, anche con tutto il suo fascino indiscusso non ha potuto niente contro Sarkozy.royal_sarko
L’impietoso giudizio popolare l’ha “cortesemente” messa da parte dimostrando all’Europa intera che il programma della sinistra francese (come anche quello della sinistra italiana) è fortemente incapace di far fronte alle problematiche che oggi giorno attanagliano i grandi paesi come la Francia.
Ma dunque chi è questo gentleman (che pure davanti alla palese sconfitta dell’avversaria ha evitato di infierire ulteriormente, calmando gl’animi dei propri elettori ed invitandoli ad un rispetto che si conviene in una Democrazia e ad una Signora), che io e (credo) tutta Azione Universitaria crediamo poter essere il personaggio capace finalmente di dare il “là” ad un nuovo cammino della destra europea?
Beh, prima di tutto un deterrente per questa mia idea è l’età del giovane neo – presidente. Sicuramente è un messaggio chiaro e forte a tutti quei vetusti candidati che periodicamente ci propinano ad ogni elezione, qualunque essa sia.  
Basta! Dobbiamo iniziare a puntare sulla gioventù, la stessa gioventù del quale si avvalgono molti potenti per far i lavori “di fatica”, per portare avanti estenuanti campagne elettorali, per coinvolgere la cittadinanza in modo capillare. Insomma, dobbiamo iniziare a premiare i nostri giovani politici che scalpitano dalla voglia di ritagliarsi un posto nel panorama istituzionale italiano ed europeo. È questa la prima grande innovazione che frankinneSarkozy porta in Europa. È l’ora di lasciare riposare le “mummie” nei loro musei. Nicolas è una garanzia dunque per il futuro della politica francese, ma non solo per la sua giovane età, bensì anche per i contenuti programmatici che offre e per la riapertura verso il patto atlantico e verso l’America. Un’innovazione degna di nota che crea un’ottima prospettiva per la costruzione di un probabile partito unico di Destra europeo, capace di avere la maggioranza a Bruxelles e capace di farsi sentire proprio lì dove più si conviene, al quale potrà contribuire (finalmente) attivamente anche la politica d’oltralpi da sempre piuttosto restia a qualsiasi tipo di sinergia sia europea che filo – atlantica.
C’è da notare anche come, pur essendo il conseguente successore di Chirac, l’indirizzo che Sarkozy intende dare alla sua politica è ben differente da quello del predecessore, facendo perno su un punto cardine molto sensibile per il popolo francese: un nuovo concetto di convivenza multiculturale e multietnica. Tolleranza zero verso l’immigrazione clandestina e gl’extracomunitari irrispettosi delle leggi gallica e la cultura europea, sono le parole della linea che intenderà seguire Monsieur Sarko. _42892443_young
Ovviamente tale irrigidimento verso certe tematiche così delicate non è dovuto alla crescente xenofobia di stampo Le Peniana che sta dilagando soprattutto nel sud della Francia, bensì è maturata dopo un’attenta riflessione da parte dei salotti della politica francese i quali, soprattutto dopo le tragiche giornate di Parigi che tutti ben ricordiamo, hanno ritenuto necessario impostare la “rotta” futura del paese in modo più severo.
Unica possibilità questa per ristabilire una sorta di normalità e per gettare basi (finalmente) solide per una giusta e costruttiva coesistenza.
Magari, chissà che in un futuro (il più prossimo possibile) non possa anche l’Italia ritornare a far parte di questo “club europeo” formato da Francia – Germania – Inghilterra, proponendo un candidato di DESTRA forte, giovane e pragmatico proprio come Sarkozy, il quale sappia trattare con la stessa fermezza e con lo stessa realistica concretezza i numerosi problemi che attanagliano oggi la nostra povera Italietta soffocata da un’intolleranza xenofoba sempre più grande, nata appunto da una malapolitica che per anni ha avuto interessi a chiudere i propri occhi non contribuendo così a creare una stabile convivenza.
sarko-saluto rom-Dunque chi è Sarkozy? È un uomo di destra che non ha paura di parlare a chiare lettere contro le cancrene che infettano il suolo francese; è un politico giovane e che quindi segna una sorta di riscatto per tutti quei giovani politici che hanno voglia di emergere; è la rinascita di una destra francese non più chiusa in una sorta di campanilismo d’oltralpe (che da sempre ha caratterizzato i nostri “cugini” francesi), bensì una destra aperta a nuove alleanze, una destra gagliarda e sicura di se. Sarkozy, in altre parole, è l’uomo del futuro…è l’uomo del domani europeo. Noi di Azione Universitaria ci auspichiamo che tra non molto tempo, possa nascere in Italia quella figura politica di destra che riesca finalmente a mandare a casa tutti i “Matusa” dell’attuale panorama politico, costruendo un partito unito, unico e conservatore contribuendo quindi (insieme agl’illustri colleghi europei) alla diffusione di un’idea destrorsa capace di riscattarsi dal passato, di impegnarsi nel sociale, di essere presente sul territorio in modo capillare e di trattare i problemi con la giusta fermezza che più ne conviene.
Questo dovrà essere il nostro sogno per l’Europa… e Sarko è il primo grande passo!
 
Di Nicola Ventura
 
Direttore “Il Giglio”
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“Un binomio inscindibile”

falc-borsellino2Falcone e Borsellino… Borsellino e Falcone. Un binomio inscindibile, come fossero due numeri di una somma dentro il quale tutti ben sappiamo che se anche “cambiassimo l’ordine degl’addendi il risultato non cambierebbe”. Ebbene, quale è il risultato di questa operazione matematica? Il risultato credo sia agl’occhi idi tutto il mondo: è la lotta alla MAFIA.
Ma cosa si intende per far “guerra alle mafie”? Vuol dire fermarsi a riflettere: PENSARE. Vuol dire credere in uno stato, credere nella giustizia. Significa aprire gl’occhi ogni giorno e sapere che anche se comportarsi in maniera onesta spesso è più difficile, è sicuramente la cosa giusta da fare al fine di costruire, per il proprio futuro e per quello dell’Italia intera, un cammino fatto di rispetto e legalità.
Ho scelto di inserire come editoriale di questo giornale aperiodico studentesco proprio la canzone vincitrice dell’ultimo San Remo giovani, proprio perché credo riassuma la verità siciliana e non solo.
Significativa e densa di significato è la parola PENSA. Spesso non riusciamo a comprendere quanto sia utile soffermarsi anche un solo attimo in più su quello che stiamo facendo. Per godesti l’attimo, per capire, per maturare, per imparare a dire NO… un NO che ti salva l’anima e la vita.
Aldilà di ogni colore politico ed aldilà di ogni odio o rancore, credo che i cuori di tutti noi siano stretti in un forte abbraccio, riscaldati dal ricordo di due eroi, due come noi, che hanno avuto il fegato di remare contro corrente e che ci hanno mostrato la via per il riscatto… la via per la dignità.
 
Facciamo sì che le loro morti non siano vane.
 
PENSIAMO PRIMA DI AGIRE!
 
 
Di Nicola Ventura
 
Direttore “Il Giglio”
 
 
Grazie Falcone
 

Grazie Borsellino

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“Sicilia: un’eredità inestimabile”

icobig-borsellino02icobig-borsellino-falcone01Due UOMINI,due eroi che hanno risvegliato la coscienza e la voglia di giustizia di una regione intera. Due UOMINI. Così si autodefinivano quando venivano lodati nei più svariati modi dai media; due UOMINI che in quanto tali avevano paura..."l'importante è che alla fine il coraggio prenda il sopravvento" diceva Paolo Borsellino. Il loro compito, la loro missione,la loro lotta al fianco della giustizia e in prima linea con la giustizia, in Sicilia non si è esaurita nel 1992 e non ha conosciuto la sconfitta. Il numero delle manifestazioni nel ricordo di Falcone e Borsellino e soprattutto le strabilianti adesioni a queste ne sono la conferma: per questo motivo l'anno 1992 non segna la vittoria della mafia,ma l'inizio di una serrata lotta alla stessa che non coinvolgerà icostrage01più soltanto due UOMINI, soli, ma una moltitudine di persone che ha ereditato il coraggio e gli ideali della vera Giustizia. I manifesti che campeggiavano e ancora campeggiano nelle strade di Palermo tuonano nel silenzio della città più fragorose delle urla del mercato di Ballarò: "Non li avete uccisi! Le loro idee camminano sulle nostre gambe". icostrage03
Un patrimonio immenso lasciato ad una città intera,ad una Nazione intera,al mondo intero; che responsabilizza ognuno di noi a lottare con tutto se stesso per i propri ideali, per una Giustizia che non è e non può essere soltanto un'utopia. La Sicilia ha preso coscienza di avere ereditato qualcosa di unico e straordinariamente grande; ed è orgogliosa di loro. Non a caso l’aeroporto “Punta Raisi” di Palermo,illustrissimo per fama e caratteristiche geomorfologiche, è stato intitolato ai due Condottieri della Giustizia, per rimarcare a chiunque,immediatamente,ancor prima di visitarne le bellezze, che calca la terra di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutto il resto deve necessariamente passare in secondo piano. Con la speranza,anzi la certezza, che il popolo siciliano trasmetta a sua volta questa inestimabile eredità, cullando crescendo i nuovi eroi di domani. I nuovi due UOMINI.
 
Di Daniele Terranova
 

Responsabile A.U. Polo sociale di Novoli

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'Gli ebrei rimarranno indisturbati'

la curiosità del giorno!!!
Mussolini alla Camera: 'Gli ebrei rimarranno indisturbati'

Mussolini2Mussolini dichiara alla Camera: "Questo carattere sacro di Roma noi lo rispettiamo. Ma è ridicolo pensare, come fu detto, che si dovessero chiudere le sinagoghe o la sinagoga. Gli ebrei sono a Roma dai tempi dei Re; forse fornirono gli abiti dopo il ratto delle Sabine. Erano cinquantamila ai tempi di Augusto e chiesero di piangere sulla salma di Giulio Cesare. Rimarranno indisturbati
Di Maurizio Mattei
 
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“Prodi Bis, Tris, Quaterna… TOMBOLA”

TUTTO VERO! Finalmente il governo farsa capitanato dall’On. Romano Prodi era caduto. prodi111
Si noti che non è stato la tanta attesa “spallata” del Polo a far crollare il fragile assetto politico che teneva assieme l’armata Brancaleone del Centro – SINISTRA, ma bensì (doppio schiaffo morale) per due dissidenti facente parte di un partito di governo i quali non concordavano con la linea che il Ministro D’Alema proponeva per le questioni di diplomazia estera.  
Questi, senza ombra di dubbio, sono stati giorni caotici per tutta la politica italiana la qual è passata dall’avere un fierotimoniere (nelle vesti di Prodi) che cantava le magnifiche gesta della sua alleanza e già viveva “3 metri sopra il cielo” all’idea di un maxipartito DEMOCRATICO, ad un flebile e timoroso Romano che tenta come un disperato di mettere in piedi una cosa che non esiste e che per molto non esisterà: una coalizione di centro – sinistra.
Ciò che ho appena detto non voglia offendere gl’amici di sinistra o i Prodi – boys (che esistono seriamente e ne conosco pure uno) giacché converranno con me che non vi è omogeneità nell’Unione, e che Mastella con Pannella nulla hanno in comune se non la rima che producono i loro cognomi.
parlamentari_addormentati_PRODICome poc’anzi ho scritto, la politica italiana in quest’ultime due settimane è stata profondamente messa dura prova, e come se non bastasse, ha pure dovuto sopportare il trasformismo (degno di una cultura politica classica dei democristiani di bassa leva) dell’On Follini, il quale ha salutato con tanto di pernacchia e dito medio alzato i propri elettori che alle scorse elezioni lo hanno votato convinti che fosse un Uomo di Centro - Destra, ed è passato con il tugurio del centro – Sinistra. Tutto questo casino per cosa? Boh… a poco visto che la “compra – vendita” di senatori come fossero figurine da collezione, è continuata e continuerà nei mesi a venire.
Ma vogliamo esaminare il “grandioso” operato del governo? Avviso: la visione di tale cose è consigliata ad un pubblico adulto.
Elencare tutti i disastri di questo governo (anche se è campato solo 8 mesi) sarebbe un’impresa ardua, e rischierebbe di far prendere dei sani mal di pancia a tutti i lettori; quindi non sarò così cattivo e mi ridurrò a Parlare di 4 cose: FINANZIARIA, LIBERALIZZAZIONI, DICO, AFGANISTAN.
 
  • FINANZIARIA: non c’è cosa più fastidiosa di un bugiardo che finisce per credere alle proprie bugie. Ora, un conto è se a fare ciò è un bimbo delle elementari convinto che suo padre sia Batman, un conto invece è se a comportarsi così sono i governanti di una nazione come l’Italia. Già nel periodo pre-elettorale andavano per le piazze gridando ad una crisi finanziaria imminente, che avrebbe avuto come genitori gli On. Tremonti ed il Cav. Berlusconi. Si parlava di debito pubblico in pauroso aumento, evasione fiscale alle stelle, partite i.v.a. che prendevano vita scippavano le vecchiette, aziende private che bruciavano operai per poi farne banchetto… insomma, cavolate di questa portata. La verità emersa è stata invece che il nostro paese ha avuto nei soli 6 mesi del 2006 un gettito di entrate superiore di decine di punti percentuale a quanto non si fosse sperato. Questo grazie ad una manovra pulita e ben congeniata dell’allora ministro del tesoro l’On. Tremonti.
    Eppure la Prodi team ha continuato imperterrita nella sua strada, promuovendo una finanziaria che privilegiava e COOP rosse, penalizzava la media – piccola impresa (vero motore della nostra economia) e “cazziava” l’operaio medio di Menfi regalandogli prima 30 euro nella busta paga di gennaio, per poi prendergliene 300 tra tasse varie e i.c.i.. 
Una manovra dalle proporzioni mastodontiche, inutile e difficile attuazione. Una mossa che farà chiudere numerose aziende, farà una lotta all’evasione ridicola e che fiaccherà le famiglie più numerose, aumentando così la forbice tra poveri e ricchi. È stata un’operazione “UCCIDI IL CETO MEDIO”!!! Vergognoso
 
  • LIBERALIZZAZIONI: sarò breve. Tutti voi sanno che Berlusconi ha tre reti televisive, unaSilvio_Berlusconi squadra di calcio di serie A, banche ecc ecc… tutta questa galassia di attività finanziarie ha fatto sì che su di lui si puntassero (nel bene e nel male) tutte le attenzioni di televisioni, giornali ed italiani, dimenticando però un altro conflitto d’interessi, ben più grande e più meschino! Le COOPERATIVE ROSSE! Esattamente. L’attuale governo tra le varie liberalizzazioni sta portando avanti una battaglia per liberalizzare lo spaccio ed il commercio di Benzina e di medicinali. Questo ovviamente è mascherato sotto forma di “impegno verso i cittadini”. Un bluff di prima categoria. In realtà si da l’opportunità alle grandi catene come la COOP di poter fare della concorrenza sleale, acquisendo di fatto il monopolio oppure imponendo un cartello ancor più pressante di quello che attualmente vige. Immaginatevi: un benzinaio vende 1 litro di benzina a 2 euro, mentre il supermercato adiacente a 1 euro. Ovvio che tutti andremo al supermercato che però gode di sgravi fiscali ed agevolazioni che il piccolo benzinaio non ha. Questa è concorrenza sleale a casa mia. E la coalizione di governo che ne ricava? Vi lascio lavorare di fantasia.
 
  • DICO: arrivati con l’acqua alla gola il timoniere dell’Unione ha preferito mollare. I Dico si fanno o no? So, anzi ni… il caro professore si è scordato un famoso detto coniato da uno statista del passato molto più grande di lui il quale faceva così: DIO – PATRIA – FAMIGLIA tutto il resto non conta. Bene lui ed i compagni di turno hanno cercato di scardinare tutte e tre in un colpo solo: i Pacs (o dico che dir si voglia). Minano seriamente la stabilità della famiglia, donando diritti a persone che di doveri non vogliono nemmeno sentir parlare, calpestando così gl’ordini divini e destabilizzando di fatto lo stato. In che modo? Secondo manuali di politica o di sociologia, il primo stato è la famiglia. L’esempio, il futuro, la stabilità di una nazione (strano ma vero) parte dal nucleo familiare, che secondo la nostra costituzione (art 29) è previsto essere formato da una coppia ETEROSESSUALE che si unisce nel sacro vincolo del matrimonio (civile o religioso). Senza morale e segna dignità: ecco il futuro dell’Italia pro-dico. (vi consiglio la lettura dei due articoli che trattano di pacs e dico)
 soldati3
  • AFGANISTAN: che dire. Siamo lo zimbello dell’occidente. I nostri soldati? Sono lì in balia di questo o quello aspettando che l’offensiva talebana di primavera li investa e li stermini. Altri morti da piangere. Non abbiamo una linea, non abbiamo una condotta omogenea; ministri che protestano contro il proprio governo, no global che incitano alla morte dei nostri soldati, regole d’ingaggio vaghe ed inconcludenti. Insomma tutto il buono fatto dal governo precedente per tessere una fitta maglia di relazioni internazionali è andata a farsi friggere nell’arco di 7 mesi.
 Ne avrei ancora tante da dire, ma ormai l’Italia si appresta a vedere un film già visto, con il Prodi BIS, che poi sfocerà in u Prodi TRIS, QUATERNA, fino alla TOMBOLA (come ironizza un mio caro amico).
Hanno ottenuto la maggioranza in senato e pure alla camera, ed il loro impegno programmatico di 281 pagine si è ridotto a soli 12 punti i quali sono ancora più incasinati di prima. Non solo, per garantire stabilità a questo “nuovo” ma già morente governo, hanno affidato tutto il potere decisionale a Prodi il quale può dire l’ultima su ogni lite interna. GRANDE INNOVAZIONE!! Sì peccato che questo già fosse stabilito dalla nostra costituzione. Magari se invece di leggere il Capitale, i nostri governanti leggessero pure il testo della COSTITUZIONE DELLA REPVBBLICA ITALIANA sarebbe certo meglio, e si risparmierebbero inutili prese di giro.
 
Di Nicola Ventura
-Direttore "Il GIGLIO"-
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" La Sinistra fomenta l'odio in facoltà"

Viltà, strumentalizzazione e plagio sono le parole che meglio si addicono alla conferenza sugli scontri di Genova nel luglio 2001 organizzata ieri da Sinistra Universitaria, con relatori Giuliano Giuliani e Lorenzo Guadagnucci (giornalista) autore del volume “Noi della Diaz”.
E’ avvilente notare come lo spazio delle elezioni universitarie sia destinato per iniziative che mirano alla diffusione della menzogna e all’istigazione dell’odio contro le istituzioni.
Le feroci accuse lanciate alle forze dell’ordine, i paragoni truci e gratuiti con le “SS “ naziste e le nostalgiche tendenze dei Carabinieri, causa il colore nero del loro casco, sono i cavalli di battaglia di qualcosa che è diventato un comizio politico a tutti gli effetti.
Le offese non si limitano a Polizia e Carabinieri, colpiscono magistratura (si parla di toghe nere) e politici del governo di centrodestra e centrosinistra, nonostante i filmati e le foto mostrino in modo evidente i continui assalti dei no global alle forze dell’ordine.
Si spazia da Genova alla Somalia, dove ufficiali dell’Arma, presenti in piazza Alimonda, avrebbero torturato civili somali negli anni ’90 e funzionari di tribunale implicati negli omicidi irrisolti di Ilaria Alpi e Marta Russo. La fantasia dei relatori giunge fino al 1960, in particolare al Governo Tambroni, giudicato ancora una volta come governo fascista reo di repressioni compiute attraverso un appoggio incondizionato della Benemerita.
Falsificazione storica, cui, tristemente ammettiamo, eravamo abituati. Ci colpisce però che per questo inutile revisionismo sia stata usata l’ Università.
Ma Giuliani pare inarrestabile. Si prosegue con i reiterati attacchi di turno a Silvio Berlusconi, definito dal Giuliani “capobanda”.
Si scivola anche nel mercantilismo con la vendita di Dvd del cui introito non è specificata la destinazione.
Eppure ci era stato garantito che all'Università era vietato fare Politica: l'ennesima conferma che certe regole valgono a senso unico solo contro la Destra.
 
Di Marco Petrelli

Res. facoltà di Lettere A.U.

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Sempre più spesso si fa un gran dire su temi di natura morale come quello dell’Eutanasia. Troppe volte lo si fa non sapendo nulla in materia, ma non c’è bisogno certo di essere teologi o rinomati filosofi per interrogarsi su di una questione così delicata ed importante.
A parer mio non esiste in questo caso destra o sinistra, come non esiste un’unica risposta valida per tutti. Posso solo esprimere il mio forte dissenso verso una scelta che reputo e paragono all’omicidio; ma è solo una mia opinione del tutto opinabile.
Non posso certo autoproclamarmi giudice in terra, come non posso dire che chi la pensa diversamente da me stia sbagliando o non abbia il diritto di parlare. Faccio solo presente che per la mia morale cristiana non potrei mai acconsentire per la pratica dell’eutanasia. Vi propongo qui un articolo di un mio carissimo amico, fortemente liberale e con radici ben salde nel cristianesimo. Ha studiato la materia ed ha scritto un interessantissimo pezzo nel quale spiega ed argomenta in modo perfetto quelle che sono le sue idee che io sottoscrivo in pieno, e a cui va un caloroso grazie a nome del FUAN e di tutta la redazione del “Il Giglio”
 
Questo come già detto, non vuole essere la risposta definitiva alla questione, ma semplicemente un aiuto per chi vorrebbe capire e per chi ancora non sa che linea prendere davanti a scelte che (nel ben o nel male) potrebbero condizionare l’esito della nostra vita.
 
Nicola Ventura
- Direttore -
 
<Oggi, dopo alcuni anni di quiete, si torna a parlare e discutere, oltre che di aborto, anche di eutanasia, un altro tema molto delicato e spesso non conosciuto. Avevo concluso un mio articolo sull’aborto paragonando quest’ultimo ad un omicidio vero e proprio, e voglio tornare a ribadire con tutta fermezza che niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Personalmente considero l’eutanasia al pari dell’aborto, essendo anche questo un attentato all’umanità ed un vile omicidio. Purtroppo la maggior parte delle persone quando parlano di questo tema si lasciano andare a commenti e sentenze sull’essere a favore o meno, senza nemmeno pensare che l’eutanasia è “una violazione della Legge di Dio” e moralmente inaccettabile (come scrisse nella sua enciclica Evangelium vitae il grande Giovanni Paolo II). Sento ogni giorno maledire i regimi totalitari, ed in particolare quello nazista. Organizziamo giustamente giornate della memoria per non dimenticare lo sterminio degli ebrei nei lager e per non cadere nuovamente in questi errori fatali che hanno portato solo morte e terrore, ma poi cerchiamo di far passare per buona e giusta un’azione, quello “staccare la spina”, che altro non è che un’idea del regime tedesco. Furono Alfred Hoche (1865-1943) uno psichiatra e Karl Binding (1841-1920) un giurista, a sviluppare il concetto di “eutanasia sociale”. Il malato incurabile, secondo i due, era da considerarsi non soltanto portatore di sofferenze personali ma anche di sofferenze sociali ed economiche. Da un lato il malato provocava sofferenze nei suoi parenti e, dall'altro, sottraeva importanti risorse economiche che sarebbero state più utilmente utilizzate per le persone sane. Lo Stato dunque, arbitro della distribuzione delle ricchezze, doveva farsi carico del problema che questi malati rappresentavano. Ucciderli avrebbe così ottenuto un duplice vantaggio: porre fine alla sofferenza personale e consentire una distribuzione più razionale ed utile delle risorse economiche.  "Si garantisca una morte pietosa ai pazienti considerati incurabili secondo il miglior giudizio umano", è il passo più significativo di una lettera scritta nel 1939 dal Fuhrer al suo medico personale Karl Brandt, nella quale Hitlerhitler lo incaricava di reclutare medici di provata fede nazista disposti a realizzare il famigerato “Piano T4”. Un progetto che avrebbe portato alla eliminazione di 70.000 tedeschi, colpevoli solo di essere malati, inutili, dementi, mutilati della Grande guerra. Per loro, e non per gli ebrei, furono inaugurate le mostruose camere a gas; questo ci insegna che quando si iniziano a fare dei distinguo tra chi merita di vivere e chi no, si apre la strada al razzismo ed alla pulizia etnica.  Molti oggi obiettano: i nazisti uccidevano con crudeltà senza chiedere il permesso agli interessati. Il governo olandese ha previsto l’applicazione dell’eutanasia anche per i minori di anni 12…chi secondo voi potrebbe chiedere il consenso ad un bambino? Per quanto riguarda Terry Schiavo, chi ha chiesto il suo consenso? Il totalitarismo nasce dove finisce la consapevolezza di ciò che è bene e di ciò che è male. Scrisse Hannah Arendt: "Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra vero e falso non esiste più".  Il rispetto della vita è un pilastro portante della nostra civiltà. Quando si cominciano ad ammettervi deroghe, ritenendo che alcune vite non siano importanti come le altre, allora si minano le fondamenta del pilastro, finché si arriva al crollo rovinoso. E’ quanto è accaduto col nazismo, che ha cominciato con l’affermare che le vite dei disabili non erano degne di rispetto come le altre. Da qui il passo per l’olocausto è stato breve. Se nella nostra civiltà passa il principio che le vite dei malati terminali o dei feti non sono degne di rispetto, anche noi apriremo la strada per ulteriori deroghe e distinzioni. Da qui il passo per la giustificazione del genocidio o per lo sterminio dei diversi non è poi così lungo. Nessuno avrebbe potuto immaginare che nella civile Europa sarebbero avvenuti l’olocausto del popolo ebraico, né i tentativi di genocidio dell’ex Yugoslavia. Eppure queste cose sono successe, e potranno accadere ancora. Non dobbiamo dunque accettare sbavature o pericolosi distinguo nella difesa della vita umana in tutti i suoi aspetti. Si dice che l’eutanasia è in fondo un atto di compassione verso chi soffre e cerca la morte di sua iniziativa. Dunque, viene da chiedersi, il suicidio diventa moralmente accettabile? bandieracrocerossa_0000Ma non c’è un’ipocrisia di fondo dietro a questa tesi? In realtà la nostra società vuole allontanare la sofferenza, far finta che non esista, dimenticare che essa è sempre parte della vita. Così non esistono più la solidarietà e la vicinanza con chi soffre, ma solo il fastidio. Chi soffre da solo non può non scivolare nella disperazione e la disperazione conduce alla volontà di morire. Ma se il malato avesse intorno a sé amore, affetto, solidarietà, aiuto? Sarebbe ancora convinto che la vita non valga la pena comunque di essere vissuta fino in fondo?  Piuttosto che pensare all’eutanasia, imponiamo nei nostri ospedali una efficace terapia del dolore. Circondiamo di attenzione chi soffre, non abbandoniamolo a se stesso ed alla compagnia del dolore. Aiutiamolo a vivere, non a morire.

Di Giovanni Manetti

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"Il futuro del calcio o il calcio del futuro?"

Proprio così: come vorremmo che fosse il calcio del futuro? E’ questo l’ interrogativo che si dovrebbero porre i vertici dello sport più seguito in Italia. Ed è questo perché solo così potranno essere programmati gli obiettivi da raggiungere.
Quando sento dire frasi del tipo “il futuro del calcio….”, “perché il calcio non è questo…” mi sembra che non si voglia cercare di risolvere il problema alla radice, ma si voglia solo limitare i danni di un periodo particolarmente concitato, magari non facendo giocare le partite per una settimana e credendo così di calmare i bollenti spiriti dei più. Forse sarebbe più giusto acquisire la consapevolezza che purtroppo in Italia il calcio è anche questo. Quando parliamo di calcio, del fenomeno calcio bisogna considerare non solo la partita in se stessa ma anche tutto ciò che avviene prima e dopo di essa. Quindi bisogna capire quali siano le componenti del calcio, poi decidere che tipo di calcio si vuole vivere in Italia e di conseguenza scegliere i mezzi più idonei a raggiungere gli obiettivi prefissati. Mi sembra che questo non sia stato fatto da alcun vertice sportivo; perché quando sento dire dal commissario straordinario della FIGC Luca Pancalli, cinque giorni dopo i fatti di Catania “ non mi vergogno a dire che non ho delle soluzioni…” penso che ancora non sia stata imboccata la strada giusta.  
Ma non tanto per i pochi giorni passati dal tragico evento della morte dell’ ispettore capo Filippo Raciti, che potrebbero anche giustificare la mancanza di soluzioni, quanto soprattutto perché questo denota il fatto che nel nostro Paese ci si attiva sempre dopo che viene superato il limite. Ma non è la prima volta che viene superato il limite in questo senso. E allora si può avere la certezza che le misure apportate nell’ ultimo periodo vadano a risolvere il problema alla base? Penso proprio di no. Penso che il problema alla base di tutto sia di tipo sociale. Mi spiego meglio. Bisogna cercare di capire come mai certe persone associano il calcio alla violenza, o il calcio alle idee politiche e dopo essersi dati una risposta partire da qui per cercare di risolvere il problema. Tutte quelle persone che hanno una visione sfalsata del calcio non è che si alzano una mattina e decidono che per loro lo sport significa quello. Lo sviluppo del loro pensiero è graduale, parte da quando sono bambini (magari all’ interno delle scuole calcio ) e continua a svilupparsi quando incominciano a frequentare gli stadi. Ma ormai è gia troppo tardi per cambiare le cose. L’unica soluzione con cui è possibile risolvere alla base i problemi del calcio deve essere graduale e di lunga durata. E’ assolutamente necessario che venga creato un maxi progetto che veda coinvolti il CONI, la FIGC e gli enti locali incentrato sull’ educazione al calcio, progetto che dovrebbe educare in prima persona tutti gli istruttori sportivi che siano a contatto con i bambini affinché i primi possano insegnare una giusta educazione sportiva ai piccoli.
Quindi magari invece di concentrare gli sforzi per far arrivare gli europei del 2012 in Italia non sarebbe meglio investire le grandi risorse finanziarie che la FIGC ha a disposizione in un progetto del genere? 
 
Di Daniele Grazi
Responsabile comm. A.S.I.
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